ShakeJob, l’app di recruiting per la ristorazione

Si chiama ShakeJob. E’ la nuova app creata da quattro ingegneri in collaborazione con l’agenzia del lavoro Openjobmetis, e serve a favorire l’incontro tra domanda e offerta nel settore della ristorazione.

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ShakeJob

Un’app facile, veloce ed efficace. Questa è ShakeJob www.shakejob.it, l’applicazione creata per rendere più semplice a ristoratori e lavoratori incontrarsi e instaurare rapporti lavorativi più o meno duraturi.

Varese e Milano. Queste le due città coinvolte per prime dalla novità che nel 2017 ha investito un settore, l’Ho.Re.Ca, che vede la Lombardia prima in Italia per numero di imprese in attività, oltre 18.000 (dati della Camera di Commercio, 2015). Un settore che cresce ogni anno per numero di operatori, e che necessità di rispondere all’alta variabilità nella richiesta di lavoratori specializzati: camerieri, cuochi, bartender, lavapiatti e pasticceri.

Tutto nasce da un’idea di quattro ingegneri: Alberto Brianza, Alessandro Roveda, Andrea Corsini, e Carlo Gravina, A questi ragazzi il merito di aver intuito per primi l’impatto che avrebbe potuto avere uno strumento che permettesse agli attori del settore food di soddisfare le rispettive esigenze occupazionali.

Da una parte quella di individuare manodopera qualificata e inserirla nel locale nel preciso momento in cui la mole di lavoro previsto lo richieda. Dall’altra, quella di consentire ad una categoria – di per sé molto precaria – di trovare lavoro, anche se occasionalmente, al giusto prezzo e con le corrette tutele che un regolare contratto di lavoro può offrire.

Così Openjobmetis, agenzia del lavoro leader nel nostro paese, ha deciso di dare fiducia ai quattro giovani. Nasce così nel 2017 ShakeJob. Ecco il video di presentazione dell’app…

E’ tutto molto semplice. Ristoratore e candidati scaricano l’app, disponibile su AppStore e Google Play. Il ristoratore, all’occorrenza, avvia la ricerca, selezionando una o più figure, differenti per esperienze e capacità, tra quelle preventivamente profilate da Openjobmetis tramite un colloquio conoscitivo.

Con un clic si potrà dunque scegliere il profilo ideale per l’occasione. Il lavoratore, se accetterà la missione, potrà così garantirsi qualche ora di lavoro, con contratto di somministrazione, e la possibilità di farsi conoscere. E chissà che questo non diventi il preludio per collaborazioni più stabili con il committente in futuro.  

E’ l’agenzia che successivamente provvederà a emettere la busta paga, sgravando il ristoratore da tali noiosi oneri burocratici ed amministrativi.

ShakeJob è in definitiva un progetto interessante, in un mercato così variabile in termini di domanda e offerta nel mercato del consumo finale. Un mercato in cui spesso il lavoro nero la fa da padrone proprio per la mancanza di tipologie contrattuali idonee a soddisfare le esigenze degli attori del settore, o per l’eccessiva pesantezza a livello amministrativo che singole assunzioni di breve durata possono avere.

Sicuramente un passo avanti rispetto ai voucher, da poco reintrodotti, sopratutto dal punto di vista del lavoratori. Infatti, il lavoro somministrato prevede una retribuzione secondo il CCNL di riferimento per il settore, al contrario dei 9 euro minimi previsti per i voucher (da cui vanno scalati gli oneri assistenziali ed assicurativi per oltre un terzo dell’importo). Inoltre, non vi è un tetto massimo, a differenza dei voucher, per cui la soglia è di 5.000 euro lordi di compenso per anno civile.

Sicuramente tutto questo non risolverà il problema del poco lavoro, o del lavoro precario, ma i benefici potenziali in quanto a semplicità, efficienza e, a mio avviso, economicità, non possono essere trascurati da un professionista della ristorazione in cerca di occupazione.

Per un ristoratore, invece, il vantaggio indubbio è dato dal poter delegare a terzi la gestione di figure a presenza intermittente. Un bel risparmio di tempo insomma, sopratutto se si considera l’impegno in termini di tempo che la gestione operativa di un’attività ristorativa richiede.

E tu l’hai già provata?

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