L’offerta enogastronomica di un’attività food nel 2018

Le nuove consapevolezze in tema di cibo, l’attenzione al mangiar sano, le intolleranze, le mode e altri fattori, modificano ciò che oggi il consumatore ricerca quando si parla food, da mangiare dentro e fuori casa. Vediamo i principali aspetti da considerare.

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Quali sono, nel 2018, i macro-temi che un ristoratore dovrebbe affrontare nello stabilire la sua offerta enogastronomica? Passiamone in rassegna i principali.

Qualità è la parola chiave. L’attenta ricerca dei migliori prodotti, oggi, è un aspetto che non può più essere sottovalutato. In nessun caso. L’errore più grande che molti, anche nel 2017, ancora commettono, è di pensare che sia possibile proporre cibi e bevande senza alcuna peculiarità.

Bar che propongono i soliti cornetti/brioche prodotti da forni rimasti agli anni ‘80, quando i gusti erano crema, cioccolato e marmellata. Cocktail preparati senza un tocco di fantasia, e adornati da frutta immangiabile, come se fosse lì solo per abbellire la bevanda. Pizze dalla dubbia qualità, farcite con ingredienti surgelati e fiordilatte del supermercato.

Questi gli esempi da non seguire. Il menù deve essere  personalizzato. Vanno selezionati solo quei fornitori che possono garantire prodotti che seguano necessità e gusti del consumatore moderno. Prendi spunto dai migliori ristoratori della tua città, oppure approfitta dei tuoi viaggi per scoprire nuovi e diversi modi di fare ristorazione da poter replicare e adeguare alle particolarità dei tuoi potenziali clienti.

Come detto in precedenza gli aspetti da considerare in tema di offerta enogastronomica sono:

  • ricerca di qualità in senso di freschezza, km zero, prodotti bio e così via
  • personalizzazione
  • intolleranze alimentari
  • mode

Un focus sul prodotto

Ormai sono noti i trend in fatto di ristorazione. I clienti ricercano sempre più prodotti caratterizzati da alti livelli qualitativi. Apprezzano ciò che è locale, i prodotti naturali (per motivi legati alla salubrità degli stessi o a considerazioni ambientali) e, in generale, quelli che rispettano il normale ciclo della natura.

Si è diffidenti verso tutto ciò che è trattato, così come verso gli alimenti di cui non si conoscono in modo trasparente le modalità di produzione e conservazione. Così, il piacere per il cibo si unisce così a quello per la tradizione, per i prodotti della propria terra, evocando piaceri antichi e sensazioni ormai dimenticate.

Personalizzazione 

La possibilità di selezionare un piatto unico, creato ad hoc per soddisfare la voglia del momento, è di sicuro fascino per un cliente. E oggi molti, compreso il fast food per eccellenza, il Mc Donald’s, hanno intrapreso questa strada: la possibilità di crearsi il proprio panino è un’opzione apprezzata dai clienti, stanchi di muoversi all’interno di poche alternative sempre uguali.

Mc Donald'sUn’altro modo per offrire varietà è stato già trattato in un precedente articolo. Mi riferisco ai menù temporanei, che mettono a disposizione dei clienti particolari ricette, ma solo per un periodi di tempo limitati. Questa strategia consente ai ristoratori di aumentare il tasso di ritorno dei clienti presso il locale, rivelandosi dunque un’azione di marketing importante, perché incentiva fortemente chi già apprezza una certa proposta ristorativa ma è in cerca di novità.

Allergie&co.

Il numero degli intolleranti verso particolari ingredienti negli ultimi anni è aumentato costantemente. Ai ristoratori si chiede maggiore attenzione verso le esigenze, molto diverse tra loro, di una moltitudine di persone. Si tratta di un argomento delicato, in quanto richiede una grande cura sia nella scelta dei prodotti da offrire, sia nelle modalità di preparazione, conservazione e somministrazione al pubblico.

Se da una parte assecondare tali bisogni richiede un grande impegno e una gestione totalmente nuova dell’attività, dall’altra può assicurare introiti importanti, perché persone con particolari problematiche si fidelizzeranno verso quelle attività che assicurano la soddisfazione delle loro necessità, creando valore aggiunto per il business.

Questione di mode 

La modernizzazione del settore e l’esportazione dei nuovi format dalle città maggiormente innovative in termini di offerta ristorativa, hanno permesso all’innovazione stessa di espandersi a macchia d’olio nel nostro paese. Ogni giorno un imprenditore importa nella propria città un concept nuovo e altri suoi colleghi lo emulano, cercando di offrire a loro volta un prodotto ristorativo migliorato rispetto a quello di partenza.

AperitivoL’aperitivo ad esempio. Lo vediamo oggi entrare in modo sempre più importante nelle abitudini degli italiani, anche al centro-sud. Lo spritz è la moda del momento, e la ricerca di locali che propongono l’happy hour aumenta ogni giorno. L’innovazione crea tendenze, e le preferenze dei consumatori variano, fino a quando la prossima novità non prenderà il posto della precedente.

La bravura dell’imprenditore che sta aprendo un’attività nel settore food sta proprio nel cogliere quali saranno il format e la cucina del futuro, individuando quelli che resisteranno alle mode, per entrare con costanza nella vita delle persone.

Per concludere

Una panoramica delle principali valutazioni da fare, anche nella fase di business plan – oltre che periodicamente, per chi un locale lo possiede già – per determinare l’offerta enogastronomica di un’attività ristorativa, era d’obbligo. Da qui potresti partire per creare il miglior mix di prodotti possibile per coinvolgere il tuo cliente, farlo affezionare alla tua cucina,e così fidelizzarlo.

Di certo il tema “cibo” non è l’unico che va curato attentamente. Ma è di certo il più importante. Ora non resta che mettersi al lavoro, con curiosità, apertura mentale e voglia di migliorarsi. Tutto il resto verrà da sé.

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