Come diventare ristoratori vincenti

Prodotto, atmosfera, marketing & social. Il cliente al centro e la necessità di possedere vere capacità imprenditoriali. Queste le fondamenta per creare un progetto food che duri nel tempo.

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Campioni del mondo

“Per nulla semplice”. Questa è la risposta che istintivamente darei se mi chiedessero come ritengo sia aprire un’attività ristorativa. Perché se è vero che le possibilità in questo settore sono enormi, è pur vero che riuscire ad emergere non è per nulla facile.

Le ultime statistiche dicono che, nella ristorazione, 4 attività su 5 chiudono nell’arco di tre anni dall’apertura. E i motivi possono essere tanti, così come molteplici sono i fattori che determinano il successo di un esercizio commerciale nel mondo food.

La cucina

Partirei dall’ovvio: la proposta culinaria. La qualità dell’offerta è il requisito numero uno. In un paese di ricchissima tradizione quale è il nostro, l’aspettativa da questo punto di vista non può che essere molto alta. La qualità delle materie prime, la pulizia, la garanzia circa le migliori modalità di preparazione e la piacevolezza della presentazione dei piatti sono requisiti indispensabili.

Negli ultimi anni poi, a seguito dei cambiamenti negli stili alimentari, delle mode e delle intolleranze che colpiscono sempre più persone, si rende necessario un continuo monitoraggio delle ricette che un’attività propone e una propensione a mettere in discussione in qualsiasi momento il proprio menù. Qualità e adattamento alle richieste della clientela sono dunque le parole chiave.

Ambientazione

La cornice di un’esperienza ristorativa non può non avere il suo peso. L’atmosfera che si crea, la sensazione di essere a casa propria o al contrario in un altro luogo, del tutto diverso e che ci proietta in un’altra realtà. Per creare un ambiente piacevole e distintivo è molto spesso necessario affidarsi ad un arredatore d’interni che, sulla base dell’identità che il locale vuole veicolare, provvederà a proporre le soluzioni idonee a seconda delle risorse a disposizione del futuro ristoratore.

Questa era la soluzione più costosa. In realtà, in questo periodo passato a parlare con piccoli imprenditori che operano nel milanese ho riscontrato come, qualche volta, l’ideazione e la realizzazione dell’arredamento siano opera degli stessi ristoratori.

Recuperare materiali, rilavorarli e mettere in piedi il locale in autonomia può consentire, oltre che un grande risparmio, di sperimentare una fantastica esperienza. Ma attenzione. Nel caso si decida di intraprendere la strada meno costosa, bisognerà essere certi di avere in mano un progetto valido e le competenze richieste per comporre il locale con le proprie forze.

Attenzione al cliente

Un altro aspetto imprescindibile nella valutazione degli ospiti è sicuramente dato dal ruolo del personale nel fornire un’esperienza piacevole agli avventori. Cordialità, professionalità e alti livelli di servizio sono aspetti immancabili ai fini della soddisfazione delle esigenze del cliente.

Superficialità, imprecisione e un atteggiamento distaccato di chi lavora a contatto col pubblico possono solo creare un disagio, laddove l’obiettivo di chi mangia fuori casa è molto spesso legato anche a motivi di socialità.

Marketing

Il marketing concerne tutta una serie di aspetti legati l’un l’altro. Questi richiedono coerenza, per evitare che l’identità stessa del brand si renda indefinita agli occhi di chi vi entra in contatto. In caso di assenza di coerenza degli elementi potrebbe rendersi, per i potenziali clienti, più difficile “legarsi” al brand stesso.

La fase di pianificazione marketing inizia con la scelta dei prodotti, il punto focale di una qualsiasi attività food. E’ poi necessario definire le migliori strategie di prezzo ai fini del raggiungimento del ROI (il punto di pareggio tra entrate ed uscite) e quindi degli obiettivi economici che permettono ad un’azienda di sopravvivere e prosperare.

E poi la comunicazione. Le scelte relative a sito web, menù, volantini e altra comunicazione offline, e le modalità di presidio dei social, devono essere ben ponderate e risultare idonee a supportare il modo di essere che il brand ristorativo stesso vuole trasferire ai clienti attuali e a quelli che desidera raggiungere in futuro. C’è poi la distribuzione, che permette di individuare le migliori modalità per raggiungere il cliente nei luoghi diversi da quello dell’attività.

Presenza sui social

Oltre alla pubblicità veicolata tramite il sito web sfruttando le potenzialità offerte da Google, sono i social a permettere un rapporto stabile con il proprio pubblico di riferimento.

Anche se oggi non sono più così “gratuiti” come una volta, e rispetto al passato sia necessario investire più risorse per ottenere la visibilità cercata, i social restano ancora – e senza ombra di dubbio – lo strumento più importante per influenzare le scelte dei clienti. Ancora, tali network consentono di raggiungere utenti sempre nuovi, e potenzialmente interessati alla proposta enogastronomica del ristoratore.

In particolare, il canale da non trascurare per nessun motivo è Facebook (il perché lo spiego in quest’altro articolo). Questa piattaforma è infatti quella che, più delle altre, permette di condividere contenuti e comunicare costantemente con i fan dell’attività, dando in più l’opportunità di proporre offerte e sconti per fidelizzare la clientela.

Capacità imprenditoriali

Gestire con successo un’attività ristorativa, come dicevo all’inizio, non è per nulla semplice. Non smetterò mai di dirlo. Per distinguersi dalla massa e creare un qualcosa che può perdurare nel tempo bisogna avere delle capacità imprenditoriali.  non da poco.

Capacità imprenditoriali, organizzative, relazionali, e l’attitudine a tenere il passo in un mondo che corre e non aspetta nessuno. In questa realtà ipercompetitiva, dove vince il più sveglio e chi più si adatta, affrontando le nuove sfide con proattività e coraggio. E tu? Stai vincendo la tua sfida? Raccontami la tua storia.

Quali sono, a tuo parere, le maggiori difficoltà nella gestione di un’attività food? E quali caratteristiche un imprenditore di questo settore non può, secondo te, non avere? In attesa come sempre di sentire il tuo parere, ti do appuntamento alla prossima settimana per un altro articolo!

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